Il territorio del Comune di Calizzano

Affidiamo la descrizione del nostro paese alle auliche, ma quanto mai attuali, parole tratte da un opuscolo promozionale della Pro Loco, risalente ai primi anni Settanta; a riprova dell'immutato attaccamento dei calizzanesi alle loro tradizioni, di un'innata vocazione turistica e di uno sviluppo attento alla meravigliosa natura in cui viviamo.

Panorama Proprio in quel verde entroterra ligure dove terminano le catene appenniniche, ed iniziano le Alpi marittime, secondo la convenzionale distinzione dei geografi, Calizzano si è dapprima raccolta e poi estesa in un largo spazio pianeggiante e protetto dalle alte cime delle montagne. Il paesaggio è ancora un poco ligure ed è già un poco piemontese. Il mare non è lontano, ma le apparenze benevole della natura anticipano i colori e la quiete delle grandi foreste alpine, delle acque correnti tra le praterie e tutta la ricchezza rurale del versante padano, con vaste porzioni di terreni coltivati e gente occupata nei mestieri primari, secondo regole antiche. La buona aria dei monti, all'altitudine di poco superiore ai seicento metri, è filtrata dalle chiome contratte delle faggete e delle abetaie e dei castagneti - dove vano i cercatori di funghi alla stagione autunnale - e tutte le risorse boschive indicano ancora le remote vocazioni delle laboriose comunità, intente alle opere artigianali e alla lavorazione della terra. Il fiume Bormida, del ramo di Millesimo, che nasce dalle rocciosi pendici del Roccabarbena, attraversa il territorio, come in un fertile fondo valle, e disegna il suo corso tortuoso raccogliendo le acque di rivi e torrenti, per discendere docilmente verso il Tanaro.

Ruscello I ridenti motivi paesistici di Calizzano giustificano l'interesse di molti villeggianti durante il periodo estivo ed autunnale, quando le morbide campagne appaiono nel pieno della loro trionfante vegetazione e richiamano provvisorie popolazioni di turisti a fruire delle numerose residenze e delle ottime attrezzature ricettive. Oppure quando gli appassionati dello sci sono attirati dai lunghi innevamenti invernali. Perchè in questa conca vallina, così ricca di verde e di acque, servita da tante strade di accesso tra i valichi della riviera ligure ponentina e il vicino confine piemontese, la natura si è compiaciuta di distribuire generosamente i suoi beni e gli uomini sono stati tanto saggi da non alterarli o disperderli.

Carbonaia Si sono conservate tutte le componenti essenziali della Liguria montana. Le vecchie architetture conservate nel centro storico del paese possono andare d'accordo con le vile e le palazzine sparse nelle periferie; gli impianti sportivi moderni coesistono in armonia con i vecchi campi da bocce e i pergolati delle accoglienti osterie campestri; gli alberghi non disdegnano la vicinanza delle rustiche case. Le strade e i sentieri conducono ai piacevoli dintorni - come ai Laghetti, alla Pineta o a Rionero - dove sgorgano fresche acque minerali e curative (la "Sorgente delle Anime") e attraverso borgate e frazioni - Mereta, Frassino, Bosco, Pasquale, Giaire, Caragna, Caragnetta, Vetria, Maritani - che costituiscono a costellazione di piccoli abitati attorno al nucleo urbano del capoluogo.

Cataste di legname Le chiese, il santuario e le memorie monumentali sono il perenne richiamo alla storia e alla tradizione. Il paese, nel suo borgo più antico, mantiene i pittoreschi caratteri dell'entroterra di Liguria e mostra ancora, orgogliosamente, gli esempi di una solida e nobile vita religiosa e civile. Come la parrocchiale di San Lorenzo, con la sua singolare composizione architettonica, che fu iniziata al principio del secolo XVI sulle fondazioni una precedente chiesa romanica compresa nel perimetro delle antiche mura, e conclusa cento anni dopo su un disegno di un architetto dei Doria, e poi definitivamente restaurata nel secolo scorso, l'oratorio di San Giovanni, e il famoso santuario della Madonna delle Grazie, meta di pellegrinaggi e devozioni, sulle alture della frazione Frassino.

Panorama invernale I resti dell'antico castello carrettesco che i francesi distrussero nel 1794; gli avanzi delle muraglie; la torre di Aleramo, a Caragna, che vigila l'itinerario verso i Giovetti, e l'altra torre medioevale su una collina di Giaire. E poi i palazzotti del centro, gli edifici pubblici e i dettagli degli arredi urbani nelle dimensioni e nelle immagini ereditate dal passato, assieme alle testimonianze della attività agricola. Anche su questi documenti visibili è possibile rileggere le vicende della storia.

Immagine invernale del ruscello Calizzano vanta origini preromane, ma i primi insediamenti di una certa consistenza, col favore dell'ambiente e delle risorse forestali, furono dall'epoca imperiale di Roma, quale sede di latifondo, mentre le prime notizie attendibili del "Castrum Calixani" si riferiscono all'alto Medioevo e alla chiesa delle Grazie, già dipendente dalle abbazie benedettine di Ferrania e di San Pietro di Varatella. Il settecento fu per Calizzano il secolo di maggior floridezza economica. Nella valle sorsero alcune piccole industrie ferriere che lavoravano il minerale grezzo proveniente dall'isola d'Elba, sfruttando le riserve di legname e acque; prosperarono le coltivazioni, i traffici mercantili e le tradizionali attività degli artigiani. Già allora le strade della costa erano frequentate quali tratti d'unione tra il versante marino e quello interno, per i trasporti di merci e derrate e del buon legname da opera destinato ai cantieri navali.

Panorama invernale La comodità degli accessi è un patrimonio che si è accresciuto e potenziato nei tempi moderni, ed è premessa indispensabile per le recenti fortune del turismo. Per Calizzano i percorsi sono facili e brevi. Da Albenga, seguendo la valle del Neva e superando il colle dello Scravaion fino ad incontrare la piana di Bardineto; dal mare di borghetto Santo Spirito, attraverso la Val Varatella e il Giogo di Toirano; da Finale Ligure per le strade del colle del Melogno. E da Calizzano altri interessanti collegamenti consentono di raggiungere Massimino, oltre il colle dei Giovetti, verso le terre piemontesi di bagnasco; Garessio oltre il colle del Quazzo e Millesimo e Osiglia, verso le strade ed autostrade dell'entroterra di savona. Così fra le strade, i paesi e i monti, ognuno può scoprire particolari angoli di panorami, gustare i sapori della vecchia cucina e della buona terra e rinnovare l'incontro con la felice, pacifica e cordiale natura.

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Attivato a partire dal Luglio 2002, lo sportello del cittadino offre a calizzanesi e non, l'opportunità di segnalare eventuali mancanze e/o disservizi. Gli interessati potranno, nell'orario dufficio, rivolgersi al personale incaricato presso la Sede Comunale, oppure inviare le proprie segnalazioni all'indirizzo e-mail: segreteria@comunedicalizzano.it